Progetto Anima Fusa: quando una foto cosplay non sembra una foto cosplay
Li conosco attraverso Wheelelf e Faeriehime. Sono i fotografi dietro al set con il fucile ANAXA — quello che avete visto nella sezione Nerd & Cosplay di questo sito, quello che ho stampato io e che ha vissuto una giornata piuttosto difficile. Quando ho visto le foto del set ho capito subito perché li avevano scelti.
Progetto Anima Fusa sono Luna e Riccardo — un duo, un'unica voce. Quando gli ho chiesto se rispondere in modo separato o come entità unica, hanno scelto di parlare con una voce sola. E si sente.
Shinjuku Jalter da Fate/Grand Order — un set con una moto vera, quella roba che succede quando lasci carta bianca a Progetto Anima Fusa 📷 Foto: @progettoanimafusa Cosplayer: @elizabeth_the_angel
Non fotografi cosplay. Artisti che fotografano il cosplay.
Si presentano in tre parole: Visual Artist duo. Non fotografi, non content creator — artisti. E non è arroganza, è una distinzione precisa che emerge chiaramente da tutto quello che dicono.
"Da fotografo e comunque da artisti, uno dei complimenti più belli che ci fanno è che non assoceresti mai le fotografie che creiamo a delle fotografie cosplay."
Questo è il loro punto di arrivo — e probabilmente il modo migliore per capire cosa fanno. Non documentano un cosplay. Costruiscono un'immagine che ha una storia, un'emozione, un'atmosfera. Il cosplay è il mezzo, non il soggetto.
Nascono come amanti di anime, manga, videogiochi, fumetti, film e opere d'animazione — tutto ciò che appartiene al mondo delle arti visive. Il salto nella fotografia cosplay non è stato una scelta di mercato, ma una risposta a qualcosa che avevano visto deteriorarsi negli anni: un ambiente diventato più tossico, elitario, distante dai suoi valori originari.
"La nostra volontà è quella di restituire valore a qualcosa che, per sua natura, è profondamente artistico."
Un set, una corona, un serpente vero. Progetto Anima Fusa.📷 Foto: @progettoanimafusaCosplayer: @_maeny
Sony A7 IV, Sigma Art 35mm e lenti vintage
Sul fronte tecnico: corpo macchina Sony A7 IV, lente principale Sigma serie Art 35mm. A completare il kit, lenti vintage o molto particolari — scelte non casuali, ma parte di una ricerca stilistica precisa.
La post-produzione è una componente fondamentale del loro lavoro, ma con una filosofia chiara:
"La post produzione deve arrivare dopo una fotografia già solida in tutto il resto in fase di scatto, e il lavoro successivo serve principalmente a valorizzare i colori e l'atmosfera, dandogli identità."
Adobe Lightroom come strumento principale, con una ricerca molto precisa sul color grading e sull'armonia cromatica. E una regola ferma: la post-produzione non altera i connotati di una persona — ne rafforza la firma visiva, non la sostituisce.
Come funziona un set con loro
Il processo inizia sempre dalla persona. Prima si parla del progetto, del personaggio, di cosa ha colpito, di quale sfaccettatura si vuole raccontare. Poi arriva la moodboard — anche solo tre o quattro immagini bastano, perché il resto lo costruiscono loro: bacheche di riferimento con pose, luci, prop e tutto quello che serve.
La parola chiave di tutto il loro approccio è una sola: collaborazione.
"Una cosa che ci ripetiamo sempre è che, per tutta la durata dello shooting, dobbiamo essere i vostri migliori amici."
Non in senso letterale — ma nel senso di creare un ambiente in cui ci si senta liberi di sperimentare, sbagliare, riprovare. Perché l'ansia da prestazione è il nemico numero uno di una buona foto.
C'è però una condizione che pongono con chiarezza: se il loro stile vi piace e decidete di lavorare con loro, dovete affidarvi alla loro visione. Non perché una visione sia migliore di un'altra, ma perché il loro stile si basa su principi precisi che non sono casuali — sono il risultato di anni di ricerca e studio, e sono esattamente quelli che rendono il loro lavoro riconoscibile.
Quando la post-produzione arriva dopo una foto già perfetta in scatto.📷 Foto: @progettoanimafusa Cosplayer: @kleohn92
Fiere sì, ma non è il loro ambiente
Le fiere sono il contesto che preferiscono meno — non per snobismo, ma per una questione pratica: troppi set in troppo poco tempo, meno spazio per costruire qualcosa di significativo.
Tra studio ed esterna non hanno una preferenza assoluta — si lasciano guidare dall'estetica e dall'atmosfera del progetto. Con una precisazione importante: quando parlano di studio, non intendono il classico sfondo bianco e la luce piatta. Intendono ambienti con una forte componente narrativa, che siano in interno o in esterno.
"Pensare al meglio, ma essere preparati per il peggio."
È il loro motto per gli imprevisti — pioggia, attrezzatura che cede, batterie scariche, location che non cooperano. Non si bloccano. Si adattano e continuano a lavorare, perché le condizioni ideali non esistono mai davvero.
Sulla community di fotografi italiani
Qui la risposta non è diplomatica, e preferisco non ammorbidirla:
"Il 90% non ha motivo di esistere, non solo per capacità ma soprattutto per atteggiamenti e valori umani, e soprattutto per quel finto elitarismo. Come diciamo sempre: nessuno è nato imparato, le abilità e le competenze si imparano col tempo, ma ad essere dei pezzi di merda ed avere certi atteggiamenti non c'è rimedio."
Aggiungono subito che è una generalizzazione volutamente esagerata e provocatoria per mettere in evidenza il problema, e che di persone splendide ne hanno conosciute tante. Ma il punto rimane.
E guardando certa fotografia cosplay che gira sui social — set senza un'anima, foto tecnicamente corrette che non raccontano niente — il loro discorso non sembra poi così esagerato.
"In another life I want to be a doll. Somehow, they feel more human than people." — questa è Luna.📷 Foto: @progettoanimafusa
I consigli che valgono anche se non siete fotografi
Due consigli tecnici che meritano di essere letti da tutti — cosplayer inclusi.
Il primo riguarda le lenti: spesso si investe tutto sul corpo macchina e si trascura l'obiettivo, ma è spesso la lente a influenzare in modo decisivo la resa dell'immagine. Una lente buona su un corpo medio batte quasi sempre una lente mediocre su un corpo top.
Il secondo — e questo è per i cosplayer — riguarda la cipria:
"Molte ciprie causano il cosiddetto 'flashback': in presenza di flash o luci forti riflettono la luce e fanno apparire il viso completamente bianco. È un problema di cui si parla poco, ma può compromettere seriamente uno shooting."
Annotatevelo. È una di quelle cose che si scopre sempre nel momento sbagliato.
E per chi vuole migliorare le proprie pose davanti all'obiettivo: allenarsi davanti allo specchio, muovere tutte le articolazioni, capire come il proprio corpo appare in fotografia. La bellezza di una posa non dipende da caratteristiche fisiche particolari — dipende dalla capacità di creare linee armoniche. Tutti le hanno, bisogna solo imparare a riconoscerle.
Caleb da Love and Deep Space — il riflesso nello specchio racconta più del soggetto.📷 Foto: @progettoanimafusa Assistenti: @nuffle.void e @crycos Cosplayer: @amaarii.cos
Galleria
Tutte le fotografie sono di @progettoanimafusa. I tag dei cosplayer sono disponibili direttamente sul loro profilo Instagram.
Progetto Anima Fusa è su tre piattaforme con lo stesso handle — facile:
📸 Instagram:@progettoanimafusa
🧵 Threads:@progettoanimafusa
🎵 TikTok:@progettoanimafusa
Un sito è in cantiere — sono scaramantici, quindi non lo dicono esplicitamente, ma ci stanno lavorando.
Le foto nell'articolo sono fornite direttamente da loro — i crediti li trovate nelle didascalie sotto ogni immagine.