Usagi: manga, cibo e l'arte di disegnare prima di tagliare

La prima volta che ho incrociato Usagi era al Romics 2023. Da lì la seguo sui social — e se non la conoscete ancora, forse è perché state guardando nei posti sbagliati.‍

Si presenta in tre parole: manga, cibo e craftare. Un riassunto onesto. ‍

 
 
Usagi cosplay Yor Forger Spy x Family shooting notturno scalinata

Usagi nel cosplay di Yor Forger da Spy x Family📷 Foto: @valentinamalavenda.photography

 
 

Tutto inizia con Ai Yazawa

‍ ‍

Prima ancora del cosplay c'era la moda. E prima ancora della moda, c'era Ai Yazawa.

Per chi non la conosce: Ai Yazawa è la mangaka di Paradise Kiss e Nana — due opere che hanno plasmato il gusto estetico di un'intera generazione di lettori italiani negli anni 2000. Usagi è una di quelli. Talmente colpita da quel mondo da scegliere una scuola di abbigliamento e moda con corsi di sartoria, unendo quello che aveva imparato ai manga che amava.

Il risultato logico? Il primo cosplay nel 2016: l'abito blu di Paradise Kiss, fatto da zero. Tessuto, rose, perline, parrucca da acconciare. Niente di comprato, niente di semplice.‍

Da lì non si è più fermata.‍

 
 

La cosa che non sapevo: disegna tutto prima

 

Questo è il dettaglio che mi ha sorpreso di più in tutta l'intervista — e non me lo aspettavo per niente.‍

Prima di tagliare un centimetro di tessuto o toccare un pezzo di foam, Usagi disegna il personaggio a mano. Nel dettaglio. Con le reference davanti, studia il costume, lo scompone, pianifica ogni step. Non è un schizzo veloce — è un progetto.‍

"Disegnare mi aiuta a pianificare mentalmente quali sono gli step in ordine da fare sul vestito e sull'arma, ma soprattutto mi aiuta già a ragionare su come vengono fatti alcuni pezzi, dove poter mettere ganci, fili, creare supporto per luce e batteria."

Usagi disegno preparatorio cosplay su carta a quadretti con note su materiali e accessori

Il punto di partenza di ogni cosplay di Usagi — schizzi a mano su carta a quadretti con note sui materiali, accessori e dettagli costruttivi 📷 Foto: @sushi.usagi

‍‍Sui suoi profili ci sono diversi contenuti dove si vedono questi disegni — andate a cercarli, perché capire il lavoro che c'è prima del cosplay finito cambia completamente la prospettiva su quello che vedete poi nelle foto.

‍ ‍

Il trucco invece? Quello lo decide il giorno stesso. Priorità chiare.

‍ ‍

Usagi cosplay Shen Qingqiu Scum Villain shooting autunnale con ventaglio

Usagi nel cosplay di Shen Qingqiu da Scum Villain's Self-Saving System 📷 Foto: @totoroph

 
 

Foam, worbla e carta di giornale con il vinavil

‍ ‍

I materiali di Usagi sono una combinazione interessante: foam e worbla per la parte strutturale, ma anche — e qui si torna alle origini — carta di giornale e vinavil. Il metodo Giovanni Mucciacia, per chi lo conosce.

‍ ‍

Non è nostalgia — è praticità. Funziona, costa poco, e lei lo padroneggia.

‍ ‍

La stampa 3D per ora rimane fuori dalla sua toolbox, e lo spiega chiaramente: mancanza di spazio e di conoscenze tecniche per sviluppare i modelli al PC. È una barriera d'ingresso reale che in pochi ammettono apertamente — di solito si dice "non mi serve", non "non so ancora come farlo". Apprezzo l'onestà. ‍

 
 

quattro mesi per Neo Queen Serenity. Quattrocento euro di perline.

‍ ‍

Il cosplay a cui è più affezionata è il primo — Paradise Kiss, il vestito con i ricami di perline che le è costato due mesi di lavoro. Ma il record in termini di tempo e investimento va a Neo Queen Serenity di Sailor Moon: quattro mesi tra vestito e scettro, oltre quattrocento euro tra tessuti da sposa e quantità industriali di perline ordinate su AliExpress.

‍ ‍

"Ho scelto tessuti costosi e la quantità di perline e pietre varie hanno sovraccaricato il costo finale nonostante ho cercato di risparmiare."

 
Usagi cosplay Neo Queen Serenity Sailor Moon con falce dorata e scettro handmade

Usagi nel cosplay di Neo Queen Serenity da Sailor Moon — quattro mesi di lavoro, tessuti da sposa e perline. Vale ogni centesimo dei 400€ spesi. 📷 Foto: @hainecch

 
 

‍ ‍

Dall'altra parte della scala c'è Ada Wong di Resident Evil 4 — una settimana di lavoro. Questa è la realtà del cosplay: non esiste un tempo medio, esiste quanto sei disposto a spingere su un progetto specifico.

‍ ‍

Sul budget dà anche un consiglio concreto che vale: se volete risparmiare senza rinunciare all'estetica, Shein e Temu come punto di partenza da modificare sono un'opzione legittima. Non è barare — è essere intelligenti con le risorse che si hanno.

‍ ‍

Usagi original cosplay xianxia ispirato Till the End of the Moon shooting alba spiaggia Rimini Comics

Original cosplay ispirato a Till the End of the Moon — set all'alba al Rimini Comics, dopo una notte in bianco a prepararsi. Totoroph convocato in riva al mare alle 4 di mattina. 📷 Foto: @totoroph

Usagi original cosplay xianxia nastri alba spiaggia Rimini Comics

"Il risultato parla da sé" — nastri al vento all'alba, Rimini Comics. Set impegnativo, struttura pesante in testa, notte in bianco. Ne valeva la pena. 📷 Foto: @totoroph

 
 

La bolla, la fiera e il portafoglio che piange

‍ ‍

Usagi frequenta le fiere da prima ancora di fare cosplay — e questo dice molto su come vive questo mondo. Per lei andare in fiera solo per il cosplay e non visitarla è impensabile: vuole vedere le novità, incontrare artisti, raccogliere firme, rovistare nella self area.

‍ ‍

"Ovviamente anche la firma laddove è possibile, poi amo la self area però il mio portafoglio piange."

‍ ‍

Capisco perfettamente. Io per fare Fat Thor ho comprato le Crocs originali perché le ciabatte dovevano essere quelle giuste — 45 euro solo di scarpe, più 50 di parrucca. Il portafoglio piange per tutti, non solo per lei.

Usagi e amiche in cosplay in fiera, da sinistra ats_valentyi, niwkonz e sushi.usagi

Tre cosplayer, un'unica passione — da sinistra: @ats_valentyi, @niwkonz e Usagi @sushi.usagi 📷Foto: @sushi.usagi

‍ ‍

Sulla community italiana ha una risposta che mi ha colpito per la sua onestà: vive nella sua bolla. Gira con gli amici di sempre, quelli che conosceva già prima del cosplay. Tanti cosplayer famosi non li conosce nemmeno di nome — e non lo dice come una mancanza, lo dice con serenità. Ha costruito uno spazio suo fatto di persone di cui si fida, e da lì non esce molto.

‍ ‍

Da una parte la capisco, dall'altra quasi glielo invidio.‍

 
 

Una cosa che non dovrebbe essere normale

‍ ‍

C'è una parte delle risposte di Usagi che non posso trattare di passaggio, perché sarebbe sbagliato farlo.

‍ ‍

Alla domanda su cosa il pubblico non vede mai, risponde che deve essere educata anche quando non dovrebbe esserlo — perché alle fiere capita di essere importunate, di avere persone che non mantengono la distanza, che mettono le mani addosso, che rompono pezzi del cosplay. E poi, la cosa più amara: sentire frasi razziste.

‍ ‍

"Sono situazioni che lasciano sempre una scia amara dietro di sé."

‍ ‍

Sceglie di non lamentarsi sui social perché non vuole appesantire il pubblico — vuole che si concentrino sui suoi cosplay, non sui suoi problemi. È una scelta che rispetto. Ma è anche giusto che chi legge sappia che questa roba esiste, che succede, e che chi la subisce spesso la gestisce in silenzio perché ha imparato che protestare costa più di sopportare.

‍ ‍

Non è accettabile. Fine.‍

 
 

Il fail: i tacchi e il SOS Cosplay

‍ ‍

Il fail epico di Usagi è una storia a lieto fine — grazie ad altri.

‍ ‍

In fiera, si rompe un tacco. Poi l'altro. Se ne accorge dopo aver lasciato pezzi di scarpe in giro per i corridoi. Stava per cadere molto male.

‍ ‍

"Fortunatamente i ragazzi del SOS Cosplay mi hanno aiutata, sono una manna dal cielo."

‍ ‍

Il SOS Cosplay è uno di quei servizi volontari presenti in molte fiere italiane — kit di emergenza, riparazioni sul momento, supporto ai cosplayer in difficoltà. Se non lo conoscete, annotatevelo. Prima o poi serve a tutti.

‍ ‍

Usagi cosplay Xie Lian Heaven's Official Blessing shooting sabbia tramonto

Usagi nel cosplay di Xie Lian da Heaven's Official Blessing 📷 Foto: @giuzzys_photo

Usagi cosplay Candace Genshin Impact shooting notturno sulla sabbia

Usagi nel cosplay di Candace da Genshin Impact 📷 Foto: @totoroph

 
 

Non perdetevi la parte "play"

‍ ‍

Il consiglio finale di Usagi è forse il più diretto di tutti quelli raccolti in questa serie di interviste:

‍ ‍

"Il cosplay è un divertimento e una passione. Non fasciatevi la testa con cose come devo spendere tanto, o non ho il fisico per quel personaggio, o il trucco non viene come deve — perché se diventa un stress vi perderete la parte 'play' del cosplay."

‍ ‍

Il cosplay sta in "cosplay". Vale la pena ricordarselo ogni tanto.

‍ ‍

Dove seguirla

‍ ‍

Usagi è su tre piattaforme con handle leggermente diversi — salvateli tutti:

‍ ‍

‍ ‍

Le foto per l'articolo le fornisce lei direttamente in alta qualità — i crediti ai fotografi li trovate nelle didascalie sotto ogni immagine.

Indietro
Indietro

Progetto Anima Fusa: quando una foto cosplay non sembra una foto cosplay

Avanti
Avanti

Bambu Lab A2L: finalmente quelle due dita di spazio in più che stavamo aspettando