Faeriehime: costume, foam e l'arte di essere spugne originali
Diletta — in arte Faeriehime — l'ho conosciuta al Novegro Comics nel 2022. Ci siamo persi di vista come succede spesso in questi giri, ci si segue sui social e si va avanti ognuno per la propria strada.
Poi un giorno vede il fucile ANAXA da Honkai Star Rail in un set fotografico, capisce che qualcuno lo ha stampato, trova me e mi contatta. Voleva un pezzo di una spada che le stava dando problemi. Caso vuole che fosse la stessa spada che qualche tempo dopo avrebbe fatto una strage — ma questa è una storia che trovate più avanti nell'articolo.
La sua prima richiesta? Un pezzo di una spada che le stava dando problemi. Qualcosa di decisamente più gestibile dei fucili da Honkai Star Rail. O almeno, così sembrava.
Faeriehime (Qifrey) e Wheelelf (Olruggio) in Witch Hat Atelier 📷 Foto: @aliviacreation.jpg
Tutto è iniziato a Lucca
Quindici anni di cosplay. Il primo? Yuki di Vampire Knights. Ma la scintilla non è partita da un manga o da un videogioco — è partita da un posto:
"Da quando ho frequentato il mio primo Lucca Comics e ho scoperto che anche da 'grandi' si poteva continuare a interpretare i propri personaggi preferiti."
Chiunque sia stato almeno una volta a Lucca Comics sa esattamente di cosa parla. C'è qualcosa in quell'atmosfera — migliaia di persone che per qualche giorno smettono completamente di fare gli adulti responsabili — che ti cambia la prospettiva su cosa è permesso amare e quanto forte.
Artigiana, artista. Entrambe.
Tre parole per presentarsi: costume e prop maker. Non una, non tre — due, perché separare le due cose non avrebbe senso. Diletta si definisce artigiana e artista insieme, perché crea i suoi cosplay da zero ma non si ferma mai alla replica fedele: ci mette sempre un tocco personale.
Su questo è chiarissima:
"Non mi piace fare le cose identiche al 100%, sia perché è infattibile che un disegno o videogioco funzioni nello stesso modo nella realtà, sia perché mi piace metterci un tocco personale."
Una posizione che condivido — e che tra l'altro la accomuna a Olyver, anche se i due arrivano alla stessa conclusione partendo da processi completamente diversi. Lui inizia dalla parrucca, lei dal costume. Lui va di estetica prima di tutto, lei deve prima sentire una connessione personale con il personaggio. Risultati simili, strade diverse.
Faeriehime in uno dei suoi cosplay più recenti 📷 Foto: @progettoanimafusa
Macchina da cucire, Cricut e foam. Niente scorciatoie.
Dal punto di vista tecnico, l'arsenale di Diletta è preciso: macchina da cucire, taglia e cuci e Cricut per tutto il cucito, foam per accessori e parti strutturali. Niente stampa 3D di proprietà — anche qui, per ora ci sono io — ma sa benissimo come integrare pezzi stampati nel suo workflow.
I tempi variano molto:
"Dipende molto dalla complessità, quelli più semplici anche solo una settimana fino ad arrivare a qualche mese per quelli più complessi."
Il suo ordine di lavoro è speculare a quello di Wheelelf: parte dal costume, poi armi e accessori, poi parrucca, infine makeup. Una filiera lunga, pensata, dove ogni pezzo dipende da quello prima.
La community italiana: stesso disco, stessa canzone
Ve lo dico subito: questa è la terza intervista che faccio a cosplayer italiani e la terza volta che sento la stessa risposta sulla community. A questo punto non è un caso, è un dato.
"La trovo purtroppo molto chiusa e molto critica, sempre pronta a giudicare prima che apprezzare. Vorrei fossimo più aperti."
Stesse parole, diversa persona. Wheelelf nell'intervista precedente aveva detto praticamente la stessa cosa — meno classifiche, meno perfezione imposta, meno cattiveria. Il fatto che persone diverse, con background diversi, arrivino alla stessa conclusione dovrebbe far riflettere qualcuno.
Il fail che conosco fin troppo bene
Alla domanda sul fail epico, Diletta racconta di un'arma che ha tenuto in mano tutto il giorno con la massima cura, per poi appoggiarla a fine giornata e vederla cadere e rompersi.
Fin qui già una storia di cuore spezzato. Ma la parte che conosco bene io è quella successiva: cadendo, la spada ha colpito il fucile ANAXA di Olyver — quello che vedete nella foto della home, quello che avevo stampato io — che stava lì appoggiato, sopravvissuto indenne a tutta la giornata.
Due armi tenute gelosamente in mano per ore. Entrambe distrutte nello stesso momento. Da un'unica caduta.
È stata una giornata difficile per tutti e tre, diciamo.
Faeriehime in uno shooting in location — il formato che preferisce per le foto più elaborate 📷 Foto: @hainecch
Sii una spugna. Ma originale.
Il consiglio finale di Diletta è quello che mi è rimasto più impresso di tutta l'intervista:
"Apprendere il più possibile dagli altri ma cercando sempre di metterci del vostro nelle cose che fate. Siate delle spugne ma originali!"
È una cosa che faccio anch'io da una vita, anche se non l'avevo mai formulata così bene. Osservare come gli altri risolvono i problemi, capire la logica dietro, e poi trovare la propria strada per farlo — magari meglio, magari diverso, sicuramente tuo. Nel cosplay come nel fare video, nel design come nella stampa 3D. Il principio non cambia.
Cosa aspettarsi da Faeriehime
In cantiere c'è Arknights — e per chi conosce il gioco sa già che non sarà una passeggiata — più altri personaggi di Star Rail e Witch Hat Atelier. Il sogno nel cassetto è Umi di Magic Knight Rayearth, un classico CLAMP degli anni '90 che richiederebbe un lavoro costruttivo non indifferente.
Insomma, non si annoia.
Dove seguirla
Diletta è su Instagram e TikTok con lo stesso handle, facile da ricordare:
📸 Instagram:@faeriehime
🎵 TikTok:@faeriehime
Le foto che vedete nell'articolo sono fornite direttamente da lei — i crediti ai fotografi li trovate nelle didascalie sotto ogni immagine. Andate a guardare i loro profili, ne vale la pena.