Meta Plus: Instagram, Facebook e WhatsApp a pagamento. E adesso?

 
Screenshot del video di Naomi Gleit, Head of Product di Meta, che annuncia il lancio globale di Instagram Plus, Facebook Plus e WhatsApp Plus

Screenshot dell'annuncio di Naomi Gleit su Instagram con i nuovi piani Plus

 
 

Ammettilo. Quando hai visto la notizia hai pensato una cosa sola: "Eccoli."

Il 27 maggio 2026 Meta ha reso ufficiale quello che in molti sospettavano da tempo: Instagram Plus, Facebook Plus e WhatsApp Plus sono realtà. Abbonamenti a pagamento, lancio globale, prezzi già comunicati. Non è un test, non è una fuga di notizie, non è una bufala condivisa da tuo cugino su Facebook. È successo davvero — e come al solito, siamo chiamati a decidere cosa ne pensiamo prima ancora di capire bene cosa ci sta succedendo sotto il naso.

Facciamo ordine, che di confusione in giro ce n'è già abbastanza.

 
 

Cosa ha annunciato Meta (i fatti nudi e crudi)

 

L'annuncio è arrivato direttamente da Naomi Gleit, Head of Product di Meta — non da un comunicato stampa in PDF incomprensibile, ma da un video pubblicato su Instagram. Scelta comunicativa interessante, no? Ti annuncio che il tuo social preferito costa soldi... sul tuo social preferito. Chapeau.

I prezzi di partenza, in dollari USA:

  • Instagram Plus: 3,99 $/mese

  • Facebook Plus: 3,99 $/mese

  • WhatsApp Plus: 2,99 $/mese

In euro, siamo più o meno alla stessa cifra. Per l'Europa, però, il lancio potrebbe essere più lento — e vedremo tra poco perché.

 

Cosa si ottiene con i piani Plus?

Su Instagram e Facebook le novità più interessanti riguardano le Storie: si possono tenere online oltre le 24 ore, si può vedere chi le ha riguardate in forma aggregata, si può spiare la storia di qualcuno senza apparire tra i visualizzatori (funzione che, diciamoci la verità, farà impazzire almeno la metà degli utenti per ragioni che con il marketing non c'entrano niente). Poi ci sono liste audience illimitate, reazioni animate esclusive tipo il "Super Cuore", icone personalizzate per le app e font alternativi per la bio. Roba che potremmo definire — con generosità — funzionalità estetiche di dubbia utilità.

Su WhatsApp si va sulla personalizzazione: temi, suonerie, adesivi premium, possibilità di pinnare più conversazioni in alto. Niente di rivoluzionario, ma abbastanza per far sentire quei due euro e ottantanove ben spesi a chi già usa WhatsApp come se fosse il centro del proprio universo emotivo.

 
 

Ma aspetta, c'è di più: benvenuti nell'universo Meta One

I tre piani Plus sono solo la punta dell'iceberg. Sotto c'è una struttura molto più grande chiamata Meta One, che è sostanzialmente il nuovo hub di abbonamenti del gruppo, pensato per creator, aziende e chi vuole usare intensamente Meta AI.

I livelli salgono velocemente:

PianoPrezzo/mesePer chi èMeta One Plus~7,99 $Utenti AI avanzatiMeta One Premium~19,99 $Utenti AI premiumMeta One Essential~14,99 $Creator e aziendeMeta One Advanced~49,99 $Creator e aziende pro

Il piano Advanced da quasi 50 dollari al mese è quello che fa più rumore: promette maggiore visibilità nel feed, posizionamento più alto nei risultati di ricerca, pulsanti "Segui" in evidenza sui Reel, analisi della concorrenza, strumenti di pianificazione contenuti e perfino notifiche quando qualcuno riutilizza i tuoi contenuti. Insomma, una serie di vantaggi che fino a ieri erano... semplicemente l'algoritmo che faceva il suo lavoro in modo teoricamente equo.

Teoricamente.

 
 
Tabella con i piani di abbonamento Meta One: Plus, Premium, Essential e Advanced con i relativi prezzi

La struttura dei piani Meta One con i rispettivi prezzi mensili

 
 

Il nodo europeo

Se sei in Italia e stai già aprendo le impostazioni per abbonarti (o per indignarti), aspetta un attimo. In Europa le cose si complicano, come sempre quando di mezzo c'è Meta e il GDPR.

Qui da noi esiste già un abbonamento "senza pubblicità" che Meta aveva lanciato nel 2023 proprio per adeguarsi alle normative sulla privacy — inizialmente a 9,99 euro al mese, poi ridotto sotto la pressione del Digital Markets Act. I nuovi piani Plus sono separati da quello: significherebbe pagare due abbonamenti distinti se vuoi entrambe le cose. Niente pubblicità E le funzioni extra. Due abbonamenti. Due addebiti. Una sola faccia soddisfatta: quella di Zuckerberg.

Il lancio europeo sarà graduale e potrebbe richiedere più tempo. Il quadro normativo tra DMA, GDPR e direttiva e-Privacy è un campo minato, e Meta lo sa. Ma è solo una questione di tempo.

 
 

La domanda che mi frulla in testa (e probabilmente anche a te)

Mettiamo da parte le slide e i prezzi per un secondo, perché la cosa che mi disturba davvero non è quanto costa. È quello che questo modello porta con sé come conseguenza culturale.

I social stanno diventando un posto a due velocità.

Da un lato chi paga — e ottiene visibilità, strumenti, analytics, la "corsia preferenziale" dell'algoritmo. Dall'altro chi non paga — e rimane sulla versione base, con la pubblicità, con meno reach, con meno tutto. Non è fantascienza, è la direzione chiarissima di questo annuncio.

E qui arriva il pensiero che mi fa più paura: quante persone crederanno che pagare basti a diventare famosi?

Perché lo sappiamo già come funziona. Lo vediamo ogni giorno: persone che comprano follower bot pensando che il numero faccia la differenza, che caricano profili gonfiati di numeri falsi sperando che l'algoritmo non se ne accorga (spoiler: se ne accorge). Ora immagina lo stesso ragionamento applicato a "ho l'abbonamento Advanced da 50 dollari, quindi i miei contenuti esploderanno." No. Non funziona così. Non ha mai funzionato così. Il contenuto resta il re — e nessun abbonamento cambia questo dato di fatto.

Ma questo non impedirà a moltissime persone di provarci lo stesso, svuotandosi il portafoglio in cambio di aspettative irrealistiche.

 
 
Screenshot del reel Instagram di naomigleit con le reazioni a cuore animate, una delle funzionalità incluse negli abbonamenti Instagram Plus

Il reel di Naomi Gleit, Head of Product di Meta, con le nuove reazioni animate esclusive disponibili con i piani Plus

 
 

E le aziende? Altra grana sul tavolo

Se gestisci la comunicazione social di un'azienda o sei un freelance che lo fa per i clienti, benvenuto nel nuovo livello del videogioco più costoso della storia del marketing digitale.

Le aziende già oggi si trovano a pagare per: gli ADS, il boost dei post, Meta Verified per il badge, gli strumenti di Business Suite. Domani si aggiungerà un abbonamento Plus (o Advanced) per mantenere visibilità organica decente. La domanda legittima che ogni imprenditore dovrebbe fare al proprio consulente di marketing è: dove finisce il valore e dove inizia il pagare semplicemente per non scomparire dal radar?

Non ho una risposta certa. Nessuno ce l'ha ancora. Quello che posso dire è che il budget dedicato alla presenza sui social — già oggi tutt'altro che gratuita — è destinato ad aumentare. E questo cambia i calcoli per le piccole imprese, per i creator emergenti, per chi ha costruito la propria comunicazione sull'organico.

 
 

Allora, conviene o no?

Dipende. Risposta insopportabile, lo so, ma è l'unica onesta.

  • Se sei un creator che vive di social e certi strumenti ti fanno risparmiare tempo o ti danno dati utili: potrebbe valere la pena valutarlo, soprattutto i piani Advanced, quando saranno disponibili in Europa.

  • Se sei un utente normale che usa Instagram per guardare i gatti e litigare con gli sconosciuti: la versione gratuita non sparisce, non ti perdi niente di essenziale.

  • Se sei un piccolo imprenditore: aspetta di vedere come si sviluppa la cosa in Europa prima di aprire il portafoglio. Ci sarà tempo per fare scelte ponderate.

L'unica cosa che non consiglio a nessuno è pagare pensando che l'abbonamento faccia il lavoro al posto tuo. Quello rimane sempre e solo sulle tue spalle.

 
 

Conclusione (quella vera)

Il futuro dei social a pagamento è già iniziato — non tra qualche anno, adesso. Meta ha fatto la prima mossa grande, e gli altri — TikTok, YouTube, LinkedIn — stanno a guardare prendendo appunti.

Stiamo entrando in un'era in cui le piattaforme social smettono di essere uno spazio neutro e diventano a tutti gli effetti un servizio con tier di accesso differenziati. Come Netflix, come Spotify, come tutto il resto. La differenza è che su Netflix non devi anche creare i contenuti che altri guardano gratis.

Ho pareri contrastanti su tutto questo — e li tengo tali, perché chi vi dice di avere già la risposta giusta in tasca mente. Solo il tempo dirà se questo modello regge, se gli utenti pagano, se i creator ci guadagnano davvero o se alla fine paghiamo tutti per stare fermi.

Per ora: tenete il portafoglio in tasca, continuate a fare contenuti di qualità, e occhio a non confondere la visibilità comprata con il valore reale.

Ne riparliamo tra sei mesi.

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